Pierre Bonnard

 

Pierre Bonnard

(Fontenay-aux-Roses 1867 – Le Cannet 1947)

 

Figlio di un funzionario ministeriale, dopo il diploma in legge decide di dedicarsi alla pittura: a Parigi nel 1888 segue i corsi dell’Accademia Julian e dell’Ecole des Beaux-Arts. In questo periodo conosce artisti come Paul Sérusier, Maurice Denis, Paul Ranson, Edouard Vuillard e Ker-Xavier Roussel, con i quali forma il gruppo dei Nabis (dall’ebraico nabiim, che significa profeti, ispirati) e con i quali espone al Salon des Indépendants a partire dal 1891.

Al pari degli altri artisti Nabis, Bonnard trasse costante ispirazione dalle scienze occulte e dalla magia: le ricerche esoteriche lo allontanarono progressivamente dal realismo e dal naturalismo impressionista e lo avvicinarono ad una pittura simbolista, destando l’ammirazione del poeta Guilllaume Apollinaire. I suoi modelli stilistici furono le opere del periodo bretone di Paul Gauguin e le stampe giapponesi, da cui assimilò il tentativo di deformare la realtà enfatizzando gli elementi suggestivi e carichi di significati simbolici; la sua reazione all’impressionismo si basa su una pittura più meditata ma con un uso più incisivo del colore.

Dal 1900 in poi Bonnard continuò a esporre con crescente successo e compì numerosi viaggi alla ricerca di nuovi soggetti. Nel 1926 comprò una casa a Le Cannet, in Costa Azzurra, dove soggiornò a più riprese. La luce e il fascino del Midi e la visione utopica del suo paesaggio come proiezione di un antico paradiso segnarono per Bonnard una svolta stilistica significativa: la sua tavolozza si arricchì di colori più intensi e vivaci, tra cui predominarono il giallo del sole mediterraneo e il blu intenso ad indicare la vastità del mare aperto.

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