Nadar Félix

Nadar Félix

(Parigi 1820 – idem 1910)

 

Pseudonimo del fotografo, caricaturista, aeronauta e scrittore Gaspar-Félix Tournachon.

Figlio di un benestante stampatore-libraio di nome Victor Tournachon. Dopo aver trascorso la fanciullezza a Lione, seguendo gli spostamenti della famiglia (originaria di quella città), il giovane Gaspard-Félix ritornò nella capitale per studiare medicina al Collège Bourbon. A causa della morte del padre, tuttavia, fu costretto a interrompere la sua formazione scientifica e, per guadagnarsi da vivere, intraprese a Lione la carriera da giornalista: si trasferì nuovamente a Parigi e iniziò a collaborare con giornali di moda. Grazie al suo carattere estroverso entrò in contatto con gli ambienti della bohème parigina, stringendo amicizia con Gérard de Nerval, Charles Baudelaire e Théodore de Banville.

Il 1839 fu un anno particolarmente significativo per Félix, quando adottò lo pseudonimo con il quale sarebbe rimasto famoso alla storia: Nadar. Fu allora che scoprì la propria vena come caricaturista nel 1846 iniziò la sua collaborazione con il giornale satirico Le Corsair-Satan. Alla vigilia della rivoluzione del 1848, ottenne la consacrazione pubblicando il suo primo lavoro su Le Charivari, altro importantissimo giornale satirico, e nel 1849 iniziò la sua attività con La Revue Comique, colpendo con il proprio scherno caustico e tagliente vari episodi e personaggi dell’epoca.

Nadar approdò finalmente alla fotografia, disciplina nella quale avrebbe poi eccelso. Il suo incontro con la fotografia nacque tramite il fratello Adrien, il quale – su consiglio dello stesso Nadar – si accostò all’atelier di Gustave Le Gray, un fotografo che godeva di grandissima popolarità nella Parigi del tempo. Mosso da un’atavica attrazione per le novità tecnologiche e per la sperimentazione, Nadar si interessò alla fotografia e, dopo aver fruito degli insegnamenti di Bertsch e di Arnaud, inaugurò un atelier presso la propria dimora.

A partire dal 1854 Nadar iniziò a dedicarsi alla sua prima opera fotografica significativa, il Panthéon Nadar, un’imponente galleria di fotografie dove passò in rassegna le maggiori personalità del tempo, come Charles Baudelaire, Gioachino Rossini ed Edouard Manet.

In effetti, il campo nel quale Nadar raggiunse i risultati più significativi fu la ritrattistica, dove si distinse per le sue abilità compositive e per la compenetrazione psicologica con la quale si rapportava al soggetto, doti che lo equiparavano del tutto a un buon pittore. Nadar, infatti, sapeva valutare e gestire il contesto nel quale si andava a scattare la foto, predisponendo con grande abilità la luce ambientale (sia questa naturale e artificiale) e il modo con cui essa interagiva con i volumi.

Nel 1874 organizzò nel suo studio la prima mostra degli artisti successivamente definiti “Impressionisti”.

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