Jean-François Millet

 

(Gréville-Hague 1814 – Barbizon 1875)

 

Figlio di contadini, studiò dapprima a Cherbourg ed esordì dipingendo bagnanti, figurazioni mitologiche e alcuni ritratti, in cui già si nota la solidità di impianto che caratterizzerà le opere del periodo successivo.

L’influenza dell’arte di Honoré Daumier e poi dei pittori di Barbizon, ai quali si unì definitivamente nel 1849, determinarono una svolta decisiva nell’arte di Millet, che iniziò ad interessarsi di problemi sociali e si dedicò a esprimere, senza compiacenze pittoresche , l’austerità e il senso religioso della vita e del lavoro dei contadini. I suoi lavori ebbero un immenso successo non soltanto per l’intento umanitario, ma anche per la profonda sincerità dell’espressione pittorica.

Più ancora che in queste opere, talvolta di un sentimentalismo troppo scoperto, l’ispirazione di Millet si rivela proprio nella purezza dei suoi disegni (in gran parte al Louvre) e nelle incisioni. La sua influenza si esercitò in Francia (soprattutto su Camille Pissarro), in Olanda (su Isaac Israels e fu notevole su Vincent van Gogh).

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