Edouard Manet

Edouard Manet

(Parigi 1832 – idem 1883)

 

Nato in un’agiata famiglia borghese, Manet fu destinato alla carriera di ufficiale di marina ma, bocciato agli esami, ottenne dal padre il consenso di dedicarsi alla pittura. Frequentò, sia pure tra molti dissensi, lo studio del pittore accademico Couture, ma la sua formazione avvenne soprattutto con le frequenti visite al Louvre e nei viaggi di studio in Italia, in Germania, in Austria e poi in Spagna, che lo portarono a maturare una viva predilezione per la pittura francese e olandese del Seicento, per Velázquez e Goya.

 

Il Buveur d’absinthe (Copenaghen, Ny Carlsberg glyptotek), presentato al Salon del 1859 e rifiutato nonostante l’apprezzamento di Delacroix, segnò il primo scontro con l’arte ufficiale: soltanto il Chanteur espagnol (New York, Metropolitan Museum) ottenne un successo al Salon del 1861, per il tema allora di moda più che per le sue qualità pittoriche.

 

La sua pittura suscitò scandalo e polemiche non solo per i soggetti “disdicevoli” (Le déjeuner sur l’herbe, la famosissima Olympia, esposti al Salon des Réfusés del 1863 l’uno, del 1865 l’altro; Parigi, Musèe d’Orsay), la critica gli contestava infatti quelle innovazioni stilistiche che pongono la sua opera come rivoluzionaria: l’abolizione del chiaroscuro e delle mezze tinte, la contrapposizione in netti e arditi contrasti delle campiture cromatiche, la creazione delle forme attraverso il colore (Le Joueur de fifre, 1866, Parigi, Musée d’Orsay; Exécution de Maximilien, 1867, Mannheim, Kunsthalle; Portrait d’Emile Zola e Le balcon del 1868, Parigi, Musée d’Orsay).

 

Amico di Baudelaire, Zola e Mallarmé; dal 1863 Manet frequentò al Café Guerbois il gruppo dei giovani pittori antiaccademici, i futuri impressionisti, partecipando alle loro discussioni, ma senza condividerne interamente i principi e, in effetti, non partecipando alle loro esposizioni. Nelle opere dopo il 1873 tuttavia, un riflesso dell’influenza impressionista è visibile nell’intensità luminosa e nella fluidità della pennellata, nelle figure create dal colore e permeate di vibrazioni atmosferiche.

 

Dopo il 1879, già gravemente ammalato, cominciò ad usare il pastello, ottenendo nuove possibilità stilistiche e tecniche. Al Salon del 1882 fu presente con Le Printemps (ritratto di Jeanne de Marsy, J.Paul Getty Museum, Los Angeles e il Bar des Folies-Bergères (Londra, Courtauld Institute Gallery) l’ultima sua grande composizione della fantasmagorica vita notturna di Parigi.

© 2018 - Impressionisti a Catania