Claude-Oscar Monet

Claude-Oscar Monet

(Parigi 1840 – Giverny 1926)

 

Mostre impressioniste: 1874, 1876, 1877, 1879, 1882

Tra i più grandi protagonisti della rivoluzione impressionista, fu forse lo spirito più lucido, risoluto e conseguente del movimento, ai cui principi fondamentali rimase costantemente fedele.

Tra le sue opere più celebri si ricordano le Déjeuner sur l’herbe (1866), omaggio reso a Edouard Manet, e il ciclo pittorico delle ninfee, cui si dedicò a partire dal 1909.

Nella prima giovinezza, a Le Havre, fu in contatto con Eugène Boudin e Johan Bathold Jongkind che orientarono le sue scelte stilistiche verso la pittura di paesaggio. Di nuovo a Parigi, dal 1859, visse con quanto poteva guadagnare dalle caricature, si iscrisse all’Accademia Svizzera, dove conobbe Pissarro, e frequentò lo studio di Troyon e poi di Gleyre, ma si formò soprattutto studiando Corot e Daubigny.

Nel 1866 andò con i suoi compagni a Champigny-sur-Marne, per dipingere direttamente dalla natura; nell’autunno dello stesso anno si recò in Algeria per il servizio militare. Ebbe dunque vivissima l’impressione di due paesaggi e di due situazioni luministiche radicalmente diverse.

Nel 1862 tornò in Francia e a Chailly-en-Bière, non lungi da Barbizon, divenne amico di Renoir, Sisley, Bazille; fu tra i primi a schiarire la tavolozza per liberarsi dei modi accademici, a far degli effetti di colore e di luce la base della pittura. Nel 1865 conobbe Courbet che lo influenzò al pari di Manet. Se le prime opere furono figure e composizioni che sembrano ancora accordare il realismo di Courbet e la luminosità di Corot, le esperienze successive andarono sempre più orientandosi verso il paesaggio e la ricerca di vivacissimi effetti di luce e di atmosfera.

A ciò contribuirono notevolmente le opere di Constable e Turner, che Monet ebbe modo di vedere a Londra dopo il 1870. Per superare le difficoltà economiche, nel 1874 ideò una esposizione di artisti indipendenti nello studio del fotografo Nadar; Monet espose Impression. Soleil levant (Parigi, Musée Marmottan) e dal titolo dell’opera il critico L. Leroy coniò in senso ironico il termine “impressionismo”.

Lavorò sempre all’aria aperta, prediligendo i mobili riflessi della luce sull’acqua e del sole tra le fronde. Dopo aver lungamente lavorato ad Argenteuil (1866-78), dove organizzò il suo studio su un battello, a Vétheuil (1878-86) e compiuto viaggi a Londra e a Venezia, si stabilì a Giverny dove realizzò molti dei suoi capolavori.

Nel 1922 Monet donò allo stato 12 tele con le ninfee (sistemate nel 1927 in una sala dell’Orangerie). Successivamente il figlio Michel donò all’Académie des Beaux Arts la casa di Giverny e 150 tele al Museo Marmottan.

© 2018 - Impressionisti a Catania