Claude-Emile Schuffenecker

Claude-Emile Schuffenecker

(Fresne-Saint-Mamès 1851 – Parigi 1934)

 

Mostre Impressioniste: 1886

 

Claude-Emile Schuffenecker figlio di Nicolas Schuffenecker (1829-1854), un sarto di origine alsaziana che morì quando Emile aveva due anni. Poco tempo dopo la madre si trasferì a Meudon, presso Parigi, e trovò un lavoro in una lavanderia. Qualche anno più tardi Emile andò a vivere con la zia materna e suo marito a Parigi.
Nel 1871, Schuffenecker entrò come agente di cambio nello studio Bertin. Nel febbraio del 1872 incontrò Paul Gauguin e i due divennero grandi amici.

 

Schuffenecker seguì i corsi serali di disegno della Città di Parigi e prese lezioni da Carolus-Duran e da Paul Baudry. Assieme a Gauguin studiò i quadri dei maestri del passato al Louvre e lavorò all’Académie Colarossi.

Nel 1880, Schuffenecker sposò sua cugina Louise Lançon, dalla quale ebbe due figli. Émile e Louise ospitarono regolarmente diversi artisti, come Armand Guillaumin e Camille Pissarro.

 

Schuffenecker espose al Salon del 1880 e 1881. Dopo la crisi della Borsa del 1881 decise di abbandonare l’ufficio e di dedicarsi unicamente all’arte.

Emile Schuffenecker, nel 1882, risultò primo al concorso di insegnamento del disegno presso il “Liceo Michelet” di Vanves. Nel 1884, divenne uno dei membri fondatori del “Salon degli indipendenti”, dopo essere stato rifiutato dal Salon del 1883. Quello stesso anno invitò Berthe Morisot e Édouard Manet nel suo atelier per vedere i suoi lavori e Manet gli suggerì di esporre assieme agli impressionisti.

 

Schuffenecke in ristrettezze economiche fu costretto a liquidare la sua collezione di quadri, che comprendeva, fra l’altro, 7 opere di Cézanne, 7 di Van Gogh; alcuni furono venduti a Sergueï Chtchoukine, con numerosi lavori di Gauguin (fra cui il celebre Le Christ jaune), incisioni giapponesi e disegni di Odilon Redon. Schuffenecker entrò in depressione. Appassionato di questioni sociali, ripeteva ai suoi allievi che il disegno non s’insegna e che i problemi sociali possono risolversi con «la confisca delle eredità a vantaggio della società». Messo in congedo dallo Stato, venne pensionato. Ma riuscì ad esporre ancora nel 1912 e nel 1917 al Salon degli Indipendenti.

 

Negli anni venti, frequentò il pittore fauve Victor Dupont, che lo chiamò affettuosamente presso di lui per le sue simpatie anarchiche.

Schuffenecker fu sottovalutato in vita e quindi pressoché dimenticato. Oggi, tardivamente riscoperto, sta tornando ad occupare il posto che gli compete assieme agli artisti della sua epoca storica

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