Camille Pissarro

Camille Pissarro

(Saint-Thomas, Antille 1830 – Parigi 1903)

 

Mostre Impressioniste: 1874, 1876, 1877, 1879, 1880, 1881, 1882, 1886

 

Tra i principali esponenti dell’Impressionismo, ebbe un ruolo primario nell’organizzazione della prima mostra del movimento tenutasi nel 1874 a Parigi, partecipando poi, unico del gruppo, a tutte le successive. Poeta della campagna, egli rese con dolcezza i campi a primavera e in inverno, gli orti, la terra lavorata, la neve. . Dipinse anche alcuni ritratti e molti acquerelli, ed eseguì anche acqueforti e litografie. Dopo il 1885 condivise con i neoimpressionisti la tecnica divisionista e la ricerca di unità compositiva tramite il colore.

La sua inclinazione per il disegno fu stimolata dagli insegnanti della scuola di Passy, il sobborgo parigino dove il padre, commerciante israelita trasferitosi nel 1824 nell’isola antillana (allora colonia danese), lo mandò a studiare (1842-1847); alla decisione di dedicarsi all’arte contribuì l’incontro, a Saint-Thomas, con il pittore danese Fritz Melbye, col quale si recò in Venezuela (1852-1855). Dal 1855 fu a Parigi: all’esposizione universale lo colpirono le opere di G. Courbet e, in particolare, quelle di C. Corot, che prese a frequentare e di cui si dichiarò allievo; all’Académie Suisse incontrò Monet e poi Cézanne. Nel 1870 i Tedeschi saccheggiarono il suo studio di Louveciennes e per questo motivo le opere di Pissarro anteriori a quell’epoca sono una rarità.

I dintorni di Parigi (Montmorency, Louveciennes, Pontoise), i luoghi dove visse, sono i soggetti dei suoi quadri, composizioni fortemente strutturate e dai colori vivaci, stesi a volte con la spatola, subito apprezzati da É. Zola. Allo scoppio della guerra franco-prussiana si rifugiò in Gran Bretagna (1870-71), dove si interessò a Constable e Turner; al ritorno fu al centro del gruppo definito poi scuola di Pontoise (Cézanne, A. Guillaumin, P. Gauguin) e giocò un ruolo primario nell’organizzazione della prima mostra (1874) degli Impressionisti, partecipando poi a tutte le successive. La pennellata si fece più leggera e la tavolozza più brillante, ma la composizione fu sempre sostenuta da una struttura rigorosamente geometrica; il disegno continua a costituire lo strumento necessario d’approccio e di costruzione del quadro.

Dopo il 1885 condivide con i neo-Impressionisti la tecnica divisionista e la ricerca di un’unità compositiva attraverso il colore. Negli ultimi anni, i paesaggi, ripresi dalla finestra della sua casa di Eragny, le vedute di Parigi e di Rouen, dalla caratteristica vista dall’alto, sono elaborati in una tecnica pittorica più libera. Ricche di annotazioni sono le sue lettere e di estremo interesse è la sua opera grafica, sperimentata dal 1879 con H.-G.-E. Degas, dalla puntasecca all’acquatinta, dalla litografia al monotipo (le raccolte più significative soo conservate presso il Cabinet des estampes della Bibliothèque Nationale di Parigi e nell’Ashmolean Museum di Oxford).

© 2018 - Impressionisti a Catania